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Tutti gli arsi vivi in Sardegna dal 1945 ad oggi
«Sono gli ultimi due di una lunga lista, datati luglio 2009. E' il tragico elenco degli arsi vivi, in Sardegna, per mano assassina degli incendiari: Mario Piu 58 anni di Pozzomaggiore, l'altro stroncato da un infarto per fuggire il fuoco, Antioco Serra di Mores. Ma in questa conteggio terribile, è d'obbligo andare a ritroso nel tempo. Curraggia nei pressi di Tempio Pausania. 26 anni fa, il 28 luglio 1983: il fuoco ha un fronte di 5 chilometri ed avanza veloce, è fronteggiato da 300 uomini tra operai della forestale e volontari. Un gruppo rimane intrappolato da un secondo fronte di fuoco. Cercano la salvezza scavalcando il filo spinato dei confini dei campi, ma vengono raggiunti inesorabilmente dalle fiamme. Muoiono arsi vivi o asfissiati: Antonio Manconi, 50 anni; Tanuccio Fara, 36 anni; Mario Ghisu, 35 anni; Silvestro Manconi, 44 anni; Diego Falchi, 43 anni; Claudio Migali, 37 anni muore mentre in aereo viene trasporta in un centro grandi ustioni; Luigi Maisto, 24 anni muore dopo giorni di agonia; Sebastiano Visicale, 32 anni anche lui morto dopo giorni di agonia in ospedale; Salvatore Pala, maresciallo della Forestale. Cinque persone riportarono gravissime ustioni, amputazioni in parti del corpo e traumi psicologici: Antonio Azara; Vanni Bisson; Antonello Forteleoni; Mario Marchesi; Giuseppe Sotgiu. Il 24 luglio 2007 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito, alla memoria, la Medaglia d'oro al Valor Civile ai 9 Martiri di Curraggia. Qualche giorno prima un altro operaio forestale, Michele Puddu di 50 anni aveva trovato la morte mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento di un incendio nell'agro di Bono. Un'altra tragica strage di vite umane per mano di criminali incendiari colpisce la Gallura nel 1989. Il primo agosto una vasta zona, tra Porto San Paolo, Costa Corallina Porto Istana, Costa Dorata, Monte Perdosu, San Teodoro, Loiri è interessata da un vasto incendio che spinto da venti che cambiano repentinamente direzione e velocità, colpiscono, per la prima volta, strutture turistiche. Muoiono: Quirico Cudoni, 60 anni, pastore; Giacomo Cudoni, 31 anni, pastore; Giuseppe Locurcio, 50 anni turista; Anna Compagnone,47 anni, turista; Annie Richard De La Tour Marabini, 42 anni, turista.
Il 28 agosto 1989 a distanza di soli 27 giorni dal rogo precedente, tra San Pantaleo e Portisco, nuova strage di turisti, tredici morti: Giuseppe d'Amato, due anni; Maria Annunziata Sessa, 30 anni, aspettava un bambino; Maria Pia Lo Muscio, 51 anni; Filippo Secchia, 10 anni; Barbara Secchia, 16 anni; Paola Vitelli, 44 anni; Anna Romano, 66 anni; Erica . Salis, 55 anni; Elisabeth Heinz Hungerer, 38 anni; Helmut Heinz Hungerer, 38 anni; Guido Ardizzone, 63 anni; Giovanni Deiana, 65 anni; Francesca Pileri, 60 anni. La lista riparte, ora, in ordine cronologico, dal 1945 al 2008. Il 31 luglio 1945 Anela (SS) spegnendo un incendio perdono la vita sette operai forestali: Farina Settimio (anni 22), Loi Antonio (anni 18), Paoni Salvatore (anni 21), Sanna Giovanni (anni 51), Satta Antonio (anni 46), Sini Giovanni Antonio (anni 38) e Virdis Silvestro (anni 19).
Il 6 agosto 1976 in un incendio partito dalle campagne di Vallermosa velocemente propagatosi in località "Sa Rotedda" vicino alla Foresta Demaniale di Gutturu Mannu, mentre lottava contro il fuoco, muore l'operaio forestale Muntoni Sisinnio. Il 5 settembre 1981 a Vallicciola sul monte Limbara precipita l'elicottero dell'esercito in servizio antincendio. Morti i tre componenti dell'equipaggio: Stefano Narducci, Lorenzo Cozzolino e Agostino Sanna. Alla loro memoria è intitolato un cippo commemorativo proprio nella stessa località montana. Il 5 settembre 1984 nei pressi di Mamone (SS) in una ricognizione antincendio precipita il Ricognitore S.M. 1019 dell'Esercito, muore il pilota Carlo degli Alessandri, l'osservatore Sergente Salvatore Canino rimane gravemente ferito. Il 29 agosto 1985 in località "Is Forrus" agro di Laconi (NU) cade l'aereo G-222 dell'Aeronautica Militare, quattro morti: maggiore Fabrizio Tarasconi, tenente Paolo Capodacqua, maresciallo Lino Luzzi, maresciallo Rosario Perrante. Distrutte decine di ettari di bosco. Il 3 agosto 1988 nei pressi di Bessude (SS) mentre faceva un giro nei campi, accerchiato da un incendio, perde la vita Tonino Tanca di 13 anni. E' il primo bambino che muore in un incendio. Il primo settembre 1991 In località "S'Arcedda" agro di Sinnai, mentre operava per spegnere un incendio, cade un elicottero regionale, muore il pilota Simeone Camalich; lo specialista Sergio Salis riporta gravi ferite invalidanti. Il 14 luglio 1996 nell'agro di Trinità d'Agultu (SS), un pensionato di Aggius Nicolò Fara di 64 anni muore, colpito da infarto, mentre si apprestava a spegnere un incendio. Distrutto meno di un ettaro tra pascolo e macchia mediterranea. Il 27 giugno 1997 nell'agro di Villacidro (CA), mentre si recavano con l'autobotte regionale a spegnere un incendio, finivano fuoristrada e precipitavano in una scarpata perdendo la vita, Antonio Sulcis, 35 anni, aiuto autobottista e Brunoo Saiu, 45 anni, volontario; l'autista Luciano Serra, 38 anni, rimaneva gravemente ferito riportando diverse frattura. Il 18 luglio 1997 nelle campagne di Olzai (NU), mentre si apprestava a spegnere un incendio perdeva la vita Angelo Falconi, 29 anni, barracello. Il 20 luglio 1997 nell'agro di Palau, impegnato a spegnere l'incendio, perde la vita il volontario della Protezione Civile, Gianni Sechi, 29 anni. Il 6 agosto 2000 nell'agro di Dolianova (CA), un barracello di Dolianova, Luigi Ghiani di 45 anni muore tragicamente mentre spegneva un incendio. Il 28 giugno 2002 a Lula, in località Montalbo, mentre su un trattore cerca di aprire una fascia parafuoco per fermare un incendio, l'agricoltore Graziano Deledda, resta gravemente ferito, nonostante l'immediato ricovero prima a Sassari e successivamente al Centro grandi ustionati di Cesena, è poi deceduto in data 31 luglio 2002.
Il 13 maggio 2003 Pula (CA), mentre spegneva un incendio nella periferia della città, perde la vita Sergio Cavagnino, 47 anni, assistente del Corpo Forestale. Il 17 luglio 2003 nell'agro di Samassi (CA), il vigile del Fuoco Massimo Casu, cerca di spegnere un incendio di sterpaglie che minaccia di propagarsi oltre la sede stradale. Ma viene travolto da un autocarro, che non rallenta la corsa nonostante le segnalazioni. Il 21 marzo 2005, in occasione della Festa Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Presidente della Repubblica Ciampi ha conferito la Medaglia d'Oro al Valor Civile. Il 26 agosto 2004 a Onanì (NU), mentre cerca di impedire che il fuoco lambisse la sua vigna, muore il commerciante Gianfranco Cossellu, 38 anni. Il 7 settembre 2008 Baunei, resta schiacciato tra le lamiere dell'autocisterna, dopo che il mezzo è uscito fuoristrada ribaltandosi. È morto così, Gianni Cabras, 40 anni, di Baunei, operaio stagionale del servizio antincendio. Nell'incidente è rimasto ferito l'autista, Umberto Fenude, 44 anni. Gli investigatori del Corpo Forestale ribadiscono che il 98% degli incendi sono causati dall'uomo, non si registrano le "cause naturali". Gli incendi sono determinati da interessi illegali diversificati. Molti di questi sono legati alle attività lavorative e produttive nelle campagne; alle attività di spegnimento; ai rancori personali che scaturiscono nel dare fuoco a terreni con il conseguente deprezzamento e il tentativo di acquisto, a prezzi stracciati, da parte di terzi. A speranze illegali di speculazione immobiliare sui suoli. Non mancano i casi, piuttosto rari, di vandali improvvisati. Qualunque siano le cause, tutte, nessuna esclusa, portano morte e distruzione come documenta questa lunga terribile lista di uomini, donne, bambini innocenti arsi vivi in Sardegna dal 1945 ad oggi».
mercoledì 5 agosto 2009
di Carmelo Spada
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